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Viaggio nella Missione di Padre Luciano
a Guruè Mozambico ( 14 gennaio 09 febbraio 2010)
Un sogno che si è fatto realtà.
Mai avrei pensato lasciando l’Italia di trovare, in una terra così lontana da noi e dalla nostra cultura, tanta ospitalità, convivialità, tolleranza e sincera cordialità.
Proprio qui in Guruè di Mozambico, dove gli orizzonti sono sempre più alti e aperti e dove la povertà e la fame sono di casa, ho scoperto espressioni naturali di una affabile e rassegnata esistenza sui volti della gente e dei tanti bambini.
Che dire poi di quell’armonia nei loro movimenti, espressione più fiera di un popolo che vive in sintonia con la natura e in pace con l’universo.
Grazie di cuore padre Luciano per aver reso possibile questa mia esperienza e per essere da anni mirabile strumento della misericordia di Dio tra i poveri dell’Africa e soprattutto per 40 splendidi bambini che hai strappato ad un destino di abbandono e miseria.
Non posso poi dimenticare l’impareggiabile supporto logistico fornito dalla Elisabetta e da altri anonimi e preziosi volontari del gruppo di Gioventù Missionaria.
Che Dio ne renda merito e da parte nostra non venga mai meno una concreta solidarietà.
Nella realtà missionaria di Guruè, paradossale ed alquanto lontana dai nostri schemi, ogni giorno si cresce e si migliora, ci si arricchisce e diventa estremamente facile condividere e trasmettere empatia e tolleranza.
Nell’intimo, giorno dopo giorno, cresce la consapevolezza che si può vivere sotto lo stesso cielo come un’unica famiglia, come fratelli e sorelle, assaporando e condividendo la generosità della Madre Terra anche nel poco.
Si scopre quanto è bello apprezzare l’essenziale nei rapporti umani, si dimenticano tante abitudini superflue ed inutili e ci si accorge di quanto la natura sia unica e meravigliosa anche quando piove.
Custodirò per sempre la sensazione piacevole di aver vissuto in una splendida famiglia ed in un ambiente libero da tensioni dove anche il respiro si fa pieno e ti senti libero e a tuo agio.
Ascoltare quei 40 bambini mentre a turno rendicontano, durante la cena e al cospetto di tutti, la sintesi del loro agire quotidiano come in un gesto di presentazione a Dio, perché lo trasformi in una benedizione, è il più bel rituale che si possa immaginare per consegnare la propria giornata nelle mani di Dio e raggiungere così un buon distacco dall’angosciante realtà del loro passato e da ciò che di triste può occupare i loro pensieri.
Polvere di stelle concentrata in 40 soggetti meravigliosi a cui nessuno potrà più fare del male.
Di fronte a tutto questo persino i sensi di colpa che ci si porta dietro e che ti possono togliere la calma, qui non hanno trovato spazio.
Da ultimo, ma non per questo meno importanti, sono i ricordi che mi legano al mio compagno di viaggio Renato; con lui ho vissuto momenti indimenticabili che possono trovare spazio non in un documento scritto, ma assaporati e rivissuti per tutti davanti ad una tavola ben imbandita e in compagnia di veri amici…….a presto.
Ciao Valter Vangelisti